#03 NASTRO ADESIVO - LA SCIENZA

 


La scienza e la tecnologia dell’adesione sono campi interdisciplinari che richiedono competenze trasversali di meccanica, chimica, fisica e reologia. 

Secondo la definizione dell’Enciclopedia Treccani?  

L’adesione è quel “fenomeno per cui due oggetti messi a contatto, si attraggono reciprocamente e hanno la tendenza a restare attaccati l’uno all’altro”.

Se interessa due parti dello stesso corpo, questo fenomeno si chiama coesione.

Secondo la norma UNI EN ISO 923:2006, si definiscono “adesivi” tutte le sostanze non metalliche in grado di congiungere materiali attraverso un fissaggio superficiale (adesione), così che il legame che si ottiene abbia una forza interna adeguata (coesione).

 Perché si formi un legame adesivo, la colla deve bagnarsi e diffondersi sulle superfici che vengono unite, così che le molecole siano a contatto e producano quindi delle forze adesive intrinseche.

La teoria dell’adsorbimento (italianizzazione di adsorption) spiega il meccanismo principale dell’adesione: le sostanze si incollano grazie a un contatto intermolecolare profondo.

Ma ce ne sono altre:

-     - La teoria meccanica considera la porosità e la ruvidità degli aderendi, per cui l’adesivo fluisce nelle cavità o attorno alle sporgenze della superficie creando dei legami e dei punti di ancoraggio;

-     La teoria della diffusione considera la compatibilità tra polimeri, le cui catene polimeriche si intrecciano; la teoria dei legami chimici, quando la superficie assorbe le molecole adesive e reagisce chimicamente con loro;

-     - La teoria elettrostatica, quando si sviluppano forze elettrostatiche e quindi due superfici cariche di segno opposto si attraggono.

Come si misura l’adesione?

La forza di un legame adesivo di solito viene determinata da test distruttivi che misurano le sollecitazioni nel punto o nella linea di frattura del campione, e vengono eseguiti a temperature, velocità e in condizioni ambientali diverse. Un altro metodo consiste nel determinare il lavoro che serve a separare un’unità dell’interfaccia del giunto dall’altra. Spesso vengono condotti test per verificare anche se l’adesivo ha reticolato (e quindi è attivo) su tutta la superficie interessata: esistono diversi metodi, anche non invasivi, come i raggi X o gli ultrasuoni.





A questo punto abbiamo capito che il mondo degli adesivi è estremamente complesso e vasto. Ci sono almeno tre tipi diversi di classificazione: in base ai componenti, alla composizione, al tipo di solidificazione.

I film adesivi usati per il wrapping e l’interior design sono una categoria particolare di materiale composito: vengono realizzati accoppiando un film plastico detto “frontale”, generalmente vinilico, un adesivo e un liner, ovvero un materiale di supporto destinato a essere smaltito, ma che ha un’importanza cruciale per la realizzazione e l’utilizzo del materiale.

I nastri adesivi vengono realizzati in modo simile ai film adesivi, ma in questo caso il liner è costituito dalla superficie superiore del film stesso, che deve avere quindi le giuste caratteristiche di release, così da permettere uno srotolamento agevole del nastro.

Dal punto di vista produttivo i nastri adesivi nascono come bobine, e vengono tagliati solo successivamente in “fette” della larghezza desiderata.


Fonti: https://www.widemagazine.net/sai-davvero-cose-un-adesivo/

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